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Centrale Rischi per la comunicazione occorre una Raccomandata AR

Per la segnalazione come cattivo pagatore occorre ricevere una Raccomandata A.R. di avviso prima della segnalazione stessa

Centrale Rischi, in caso di trasmissione dei dati per ritardi di pagamento,  la segnalazione va anticipata con lettera raccomandata.

Finanziamenti, prestiti, mutui: per il mancato o ritardato pagamento del debito con la banca o con l’intermediario finanziario, si rende necessaria la comunicazione preventiva dell’iscrizione nell’archivio telematico della Banca d’Italia al cliente.

Centrale rischi: nelle banche dati tenute da Banca D’Italia e dalle società private, si viene segnalati come “cattivi pagatori” solo nella condizione che, prima di tale iscrizione, il debitore riceva una comunicazione con raccomandata A.R..

La segnalazione in Centrale Rischi viene comunque effettuata, dalla banca e/o dall’intermediario finanziario, sin dall’inizio del rapporto contrattuale.

Infatti, il debitore viene comunque segnalato alle Centrali Rischi per il rapporto contrattuale che ha sottoscritto sia con la banca che con l’intermediario finanziario, per l’ammontare del debito che lo stesso ha contratto nei confronti della società erogante. Oltre a tale segnalazione, il debitore rimarrà presente nelle Centrali Rischi per tutta la durata del rapporto. Durata nella quale appariranno i seguenti dati:

  1. Totale del debito iniziale
  2. Rate
  3. Importo della rata
  4. Rate pagate
  5. Rate insolute
  6. Debito residuo

 Secondo il collegio, l’obbligo di avvisare l’autore circa l’imminente segnalazione alla centrale rischi, in anticipo rispetto al momento dell’iscrizione nella banca dati, è indispensabile al fine di consentire all’interessato la possibilità di eliminare il presupposto della segnalazione, adempiendo immediatamente al proprio debito.

Ciò al fine di adempiere al ruolo di garanzia dell’equilibrio fra i contrapposti interessi.

Ed è la segnalazione come “Cattivo Pagatore” che deve essere comunicata al debitore nel caso di ritardo o mancata restituzione del debito che lo stesso ha contratto con la banca o l’intermediario finanziario.

Questo secondo quanto previsto dall’Art. 4 comma 7 del Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti.

È tuttavia necessario che il preavviso di segnalazione alla Centrale Rischi venga non solo inviato, ma pervenga altresì ad effettiva conoscenza della persona alla quale e destinata.

Pertanto, sia la banca che l’intermediario finanziario sono tenuti a fornire prova dell’avvenuto ricevimento della missiva attraverso la cartolina di ritorno della relativa raccomandata.

Senza tale formalità è illegittima la registrazione detto sistema di dati riguardanti la morosità del debitore.

Secondo infatti quanto dispone il codice civile di cui ex art. 1335, le dichiarazioni dirette ad una determinata persona si considerano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario. Circostanza, questa, per giurisprudenza costante anche della Cassazione, è suscettibile di prova mediante la produzione in causa della lettera raccomandata con la relativa ricevuta di spedizione rilasciata dall’ufficio postale.

 Pertanto, continua l’ABF…. affinché la segnalazione alle Centrali Rischi private del nominativo di un debitore, quale cattivo pagatore, possa essere considerata legittima è necessario che essa sia preceduta dal preavviso di imminente iscrizione previsto dal citato art. 4, comma, 7, del Codice deontologico.

Tale norma stabilisce che “al verificarsi di ritardi nei pagamenti il partecipante [ai sistemi informativi] … avverte l’interessato circa l’imminente registrazione dei dati in uno o più sistemi di informazioni creditizie”. Rivestendo il preavviso natura di atto recettizio, perché possa produrre i suoi effetti è poi necessario che esso giunga effettivamente a conoscenza del debitore e tale circostanza, come più volte ribadito dal Collegio (cfr., fra le tante, dec. n. 1831 del 29.9.2011) può essere provata mediante la produzione in giudizio da parte dell’intermediario della lettera raccomandata con cui il preavviso è stato trasmesso, corredata almeno della ricevuta di spedizione rilasciata dall’ufficio postale.

Questo avviso ha la funzione di consentire al cliente di non incorrere nella segnalazione, dato che egli potrebbe far rilevare la mancanza del presupposto richiesto per l’iscrizione di informazioni creditizie negative.

La consapevolezza dell’interessato costituisce condizione essenziale per la liceità e correttezza del trattamento dei dati personali effettuato dalla banca.

 I Consigli e le iniziative

L’eventuale illegittimo operato posto in essere da una banca o da un intermediario finanziario che non abbia segnalato, come previsto, in maniera preventiva al cliente la segnalazione alla Centrale Rischi può essere impugnato:

  1. dinanzi a un giudice (con un normale giudizio, anche in via d’urgenza, ricorrendo anche il presupposto del grave e imminente danno altrimenti irreparabile)
  2. dinanzi allo stesso ABF, l’arbitro nei giudizi con le banche che consente una decisione rapida e, soprattutto, economica.

Il ricorrente, nel momento che lo stesso attesti l’eventuale illegittima segnalazione dei suoi dati, come “cattivo pagatore” alla Centrale Rischi, da parte della banca o dell’intermediario finanziario segnalante, ha la possibilità di richiedere: il risarcimento del danno.

Naturalmente il danno patrimoniale viene inteso come “perdita di chances”, cioè in caso di difficoltà nel poter accedere ad un finanziamento di una terza banca o intermediario finanziario.

Questo è consentito a condizione che venga fornita una prova certa.

Il danno morale guidato in via equitativa.

 

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