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Imprenditore suicida al Vomero

Avvocato «pentito»: lascio Equitalia

NAPOLI - «Non difenderò più Equitalia. E rinuncerò al mio onorario per le cause fatte finora». Parla l’avvocato Gennaro De Falco, 55 anni, napoletano, che faceva parte del nutrito pool di legali che assistono la società pubblica - 51 per cento Agenzia delle Entrate e 49% Inps - incaricata della riscossione nazionale dei tributi. E lo fa con una lettera aperta al nostro giornale. De Falco scrive, tra l’altro: «Conoscevo Peduto, l'immobiliarista napoletano che si è suicidato dopo aver ricevuto una cartella di Equitalia. L’ho incontrato per la prima volta nel ’95 quando gli diedi incarico di vendere la mia casa. Aveva figli della stessa età dei miei e la sua agenzia era nel mio quartiere vicino al mio studio. Insomma, le nostre vite scorrevano quasi parallele».
 
«Questo suicidio di cui a torto o ragione mi sento corresponsabile mi ha convinto a non accettare più incarichi di difesa di Equitalia. Sto pensando di devolvere alla sua famiglia la quota dei miei onorari quando mi verranno corrisposti. In queste condizioni non mi sento di andare avanti, in Italia in questi anni si è messo in moto un meccanismo diabolico che sta distruggendo famiglie, persone ed imprese» riprende il legale. E conclude: «Non so se questa mia decisione servirà a qualcosa ma almeno alleggerirà la mia coscienza, forse aiuterà a restituire un minimo di dignità agli avvocati ed a far riflettere tutti sulla sostenibilità sociale ed etica della gestione di questa crisi».

Tratto da Il Mattino del 26/04/2012
a firma di Marisa La Penna

Imprenditore suicida a via Cilea era angosciato per cartelle Equitalia

Il 52enne si lancia dal balcone di casa: ieri aveva già provato a togliersi la vita a Posillipo ma era stato salvato dalla polizia

NAPOLI - Un imprenditore di 52 anni, Diego Peduto, si è ucciso lanciandosi nel vuoto dal balcone del suo appartamento in via Cilea, nel quartiere Vomero. L'imprenditore aveva già provato ieri a suicidarsi a Posillipo ma era stato salvato dalla polizia. Il 52enne aveva espresso la sua angoscia per le cartelle di Equitalia dalle quali era gravato. L'uomo era un agente immobiliare, era sposato e aveva due figli di 14 e 9 anni.
 
All' arrivo dell' ambulanza del 118 per lui non c' era più niente da fare. In via Cilea, strada centrale del quartiere residenziale del Vomero, si è radunata una piccola folla visibilmente emozionata.

Ieri pomeriggio l' uomo, che si era recato a San Sebastiano al Vesuvio, a fare la spesa in un supermercato discount insieme alla moglie era apparso molto agitato.

Salutata la moglie, era rientrato a Napoli, recandosi in via Catullo, a Posillipo, una zona dove si recava spesso per lavoro (era titolare di un'agenzia immobiliare con sede a piazza Medaglie d'Oro, all'Arenella). Qui aveva scavalcato la ringhiera di protezione e si era avvicinato ad uno strapiombo di 50 metri di altezza. La moglie, che aveva forse intuito le sue intenzioni, aveva avvertito la polizia, che lo aveva localizzato attraverso le celle della rete telefonica.

Gli agenti lo avevano trovato con gli occhi chiusi ed il corpo semisospeso nel vuoto ed avevano svolto opera di dissuasione, ricordandogli la moglie ed i figli, poi lo avevano accompagnato in ospedale in ambulanza. Ma qui, l' imprenditore aveva rifiutato il ricovero ed era tornato a casa.