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CR Private Sofferenze Sanate

La Centrale Rischi le sofferenze vanno sanate

Garante per la protezione dei dati personali

Newsletter 24 del 30 novembre 2003

Centrali rischi private: le “sofferenze” sanate vanno cancellate, non basta oscurarle
Non è sufficiente sospendere temporaneamente la consultazione dei nominativi da parte delle banche

Commette un illecito la "centrale rischi" privata che conserva nel proprio archivio, consultabile da un ampio numero di istituti e banche che erogano credito al consumo, il nominativo di una persona che ha restituito da più di un anno, senza perdite per la società seppure con qualche ritardo, un prestito. Non è quindi sufficiente sospendere temporaneamente la visibilità dei dati personali: occorre cancellarli.

Il principio, già contenuto nel provvedimento di carattere generale adottato il 31 luglio 2002 sulle cosiddette "centrali rischi" private (banche dati istituite per verificare la solvibilità dei soggetti che si rivolgono al mercato creditizio), è stato ribadito dall’Autorità garante che, accogliendo il ricorso di un consumatore ha ordinato alla “centrale rischi” l’immediata cancellazione del nominativo.

L’interessato lamentava di essere ancora inserito nella predetta banca dati nonostante fosse trascorso più di un anno da quando aveva integralmente sanato la propria posizione debitoria. A causa del permanere di questa segnalazione di "sofferenza", al consumatore erano stati rifiutati alcuni finanziamenti da diversi istituti di credito. In un primo momento, il consumatore aveva presentato una istanza alla "centrale rischi" per chiedere la cancellazione dei dati allegando una quietanza liberatoria datata aprile 2002 rilasciata dalla banca che gli aveva erogato il prestito. Questa documentazione non veniva però ritenuta sufficiente dalla "centrale rischi" che faceva decorrere invece l’estinzione del debito non da aprile, bensì da una data successiva rispetto alla quale, al momento della presentazione della richiesta di cancellazione, non era ancora trascorso un anno. Insoddisfatto, il consumatore presentava ricorso all’Autorità.

Nel corso del procedimento la società resistente ribadiva quanto già comunicato al consumatore, ma in considerazione della quietanza di aprile 2002 disponeva il blocco temporaneo della visibilità del nominativo del ricorrente in attesa delle decisioni dell’Autorità.

Tuttavia questa misura "temporanea" e interlocutoria non risulta conforme a quanto affermato dal Garante nel provvedimento generale sulle "centrali rischi" il quale sottolinea "la necessità che i dati relativi agli eventuali inadempimenti sanati senza perdite, debiti residui o pendenze, siano cancellati dalla centrale rischi private entro un anno dalla loro regolarizzazione". Alla società è stato quindi ordinato di cancellare il nominativo del consumatore entro tre giorni dalla ricezione del provvedimento del Garante.