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Banca Romanelli

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Se ne discute in Consiglio Provinciale

“Banca Romanelli” non è una banca, non è iscritta all’albo delle banche e non è sottoposta alla vigilanza della Banca d’Italia. La precisazione arriva proprio da Via Nazionale che “ritiene doveroso informare che la società con sede a Firenze non è autorizzata all’attività bancaria. L’istanza infatti è stata respinta lo scorso ottobre 2000 con comunicati a mezzo stampa di dicembre 2000 e agosto 2002”. “Nonostante le ripetute diffide - si legge in un comunicato - la società ha avviato abusivamente l’attività di raccolta di risparmio tra il pubblico. Non sussiste quindi la protezione del Fondo Interbancario di Tutela dei depositi. La ‘Romanelli’ - continua la nota - ha messo in circolazione assegni, con gravi rischi per il regolare funzionamento del sistema di pagamento”. Bankitalia ha denunciato nel gennaio 2001 la “Romanelli” all’autorità giudiziaria penale di Firenze e l’udienza era fissata 7 febbraio, mentre l’udienza civile per l’applicazione delle misure cautelari era stata fissata per il 29 gennaio. Bankitalia ricorda inoltre che il ministero dell’economia ha emanato provvedimenti sanzionatori per i gravi comportamenti messi in essere dalla “Romanelli”. La Romanelli Finanziaria, inoltre, controllata dalla Banca Romanelli è stata cancellata nel giugno 2002 dall’elenco degli intermediari “per numerose violazioni” accertate con ispezioni dell’Uic ed il Tar della Toscana ha confermato tale provvedimento. Bankitalia ha infine “rinnovato l’intimazione alla società, non autorizzata ai sensi dell’art.14 del Tub ad astenersi dallo svolgere attività bancaria”. L’intricata vicenda della Banca Romanelli è finita tra i banchi del Consiglio Provinciale di Firenze. Approvato all’unanimità la mozione presentata dal gruppo consiliare di Forza Italia, emendata dalla giunta, dalla maggioranza e da Rifondazione Comunista che invita il Presidente della Provincia di Firenze ad attivarsi con tempestività e concretezza per salvaguardare il posto di lavoro ai 35 dipendenti della Banca, per tutelare gli interessi dei risparmiatori e per sostenere le aziende beneficiarie di crediti erogati dalla Banca Romanelli Spa. Il capogruppo di Forza Italia Carlo Bevilacqua illustrando la mozione ha ricordato che preoccupano soprattutto due ordini di motivi: “Quello di natura occupazionale, che riguarda ben 35 dipendenti della banca, l’altro di natura sociale che riguarda circa 1000 clienti dei quali almeno 300 aziende, che con la stessa hanno intrattenuto linee di credito. Visto che questa impresa opera nel settore del credito – ha spiegato Bevilacqua – è evidente che i tempi di intervento per trovare una soluzione devono essere estremamente brevi e sintetici. Riteniamo che l’interlocutore principale debba essere l’istituzione Banca d’Italia perché, pur dando atto alla stessa di non riconoscere come istituto di credito Banca Romanelli, deve consentire la possibilità di collocare sul mercato l’azienda creditizia, che sicuramente potrebbe essere appetita da altri istituti di credito locali e non, perché trattasi di una struttura molto snella con pochi sportelli e poco personale”. Il consigliere di Alleanza Nazionale Massai ha chiesto invece direttamente al Presidente della Quinta commissione consiliare di prendere in esame questa situazione, “sia dalla parte delle atlete che sono professioniste e che avranno la possibilità di trovare altre collocazioni – ha sottolineato Massai – sia dalla parte dei dipendenti della Banca Romanelli che rischiano il posto di lavoro”. Parotti di Rifondazione Comunista ha messo in evidenza come i 35 lavoratori, fin dall’inizio hanno lavorato in situazioni di estrema precarietà: “Quanti sono gli istituti di credito che possono considerare appetibile l’azienda – si chiede Parotti – bisogna fare un monitoraggio sull’interesse che questa banca può assumere verso gli altri istituti”. Il consigliere del PdCI Pancani, Presidente della Quinta commissione ha confermato che in questa settimana convocherà due riunioni: una per le questioni sportive ed una per quelle lavorative sulla Banca Romanelli. Per Matteoli dei Ds è auspicabile una soluzione non traumatica passando attraverso la disponibilità della Banca d’Italia. Anche Lepri, capogruppo Ds, ha sottolineato come la Provincia sia sempre molto attenta alle crisi aziendali: “Indubbiamente sono da coinvolgere altri soggetti istituzionali – ha rilevato Lepri – e credo che sia opportuno informare anche i parlamentari fiorentini visto che tra i soggetti da coinvolgere c’è anche la Banca d’Italia”. Per De Luca dei Democratici-Margherita è stato importante lo sforzo di tutto il Consiglio nel raggiungere una unitarietà: “L’obiettivo è dare una chance maggiore alla difesa dei posti di lavoro – ha detto De Luca – e difendere i risparmi che sono stati raccolti”. Per Corsinovi, capogruppo Ccd tutte le volte che c’è da intervenire, a sostegno di interessi legittimi e diffusi, le istituzioni devono fare il possibile per raggiungere l’obiettivo: “Io mi auguro – ha detto Corsinovi – che si tutelino gli interessi delle persone che con Banca Romanelli hanno trovato un posto di lavoro. La Provincia non può tradirli”. Anche Marconcini del PdCi ha sottolineato l’importanza dell’unanimità raggiunta in Consiglio: “Mi fa piacere – ha sottolineato Marconcini – che il documento finale sia più piegato sull’aspetto occupazionale rispetto ad una prima ipotesi. Risolvere la questione dei dipendenti e dei creditori è, secondo me, la cosa più importante e mi trovo d’accordo con Lepri sul fatto che occorre coinvolgere i parlamentari di tutte le forze politiche della zona. Soddisfazione anche da parte del Presidente Gesualdi e dell’assessore al lavoro Filippelli”.