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BNK 209 |
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Poste ItalianeSpa c/c 27560069 |
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Dal 1 febbraio è attiva la sede nazionale della Bnk 209,
l’associazione che tutela gli interessi dei clienti delle banche: si va dal rispetto della privacy fino alla possibilità di vedersi riconosciuta una protezione da interessi e spese a volte ingiustificati. Questa associazione è un punto di incontro per difendere gli interessi dei clienti del sistema bancario e è vicina ai piccoli imprenditori. L’apertura di una sede è soltanto l’inizio di un programma ben più grande. Ci stiamo attivando per aprire, durante l’arco dell’anno, altre 19 sedi in tutta Italia. Al momento Bnk 209 vanta 214 associati altre ai 500 che durante il 2002 hanno espresso solidarietà a sostegno dei vari servizi offerti. L’idea di un’associazione mi è venuta in seguito ad una mia esperienza personale. La mia storia inizia dal lontano 1988. Avevo l’ambizione di voler entrare a far parte dell’imprenditoria ternana. Un mondo difficile e che nasconde infinite difficoltà. Inizia con l’aprire un’azienda chiamata “Camici” Sas che forniva abbigliamento da lavoro. Le cose andavano bene tanto che ogni anno il fatturato aumentava: passò da 63 milioni a 1000 milioni nel 1993. Nel 1994 inizia a fornire grandi aziende e Enti e così mi venne l’idea di avviare direttamente la produzione di questo tipo di abbigliamento. E così nel 1995 insieme ad altri giovani imprenditori la mia azienda “Camici”Sas si traformò in Srl. Le operazioni finanziarie venivano garantite dalla Camici Sas la società iniziale che nel frattempo era diventata l’immobiliare e garante della Camici Srl. Essendo comunque tutti noi soci giovani imprenditori non avevamo la possibilità di avere garanzie
proprie così i nostri genitori diventarono i nostri garanti. I fatturati dell’azienda comunque continuavano a crescere passammo da 1000 milioni del 1995 a 2000 milioni del 1996. Nel 1996 partì anche il progetto del franchising e nello stesso anni affiliammo sei nuovi negozi: Varazze, Rieti, Arezzo, Perugia e Terni. Sempre nel 1996 visto l’incremento del fatturato io e i miei soci pensammo di individuare una banca capace di supportare tutte le nuove forniture attraverso anticipi fatture e factoring. Le banche della mia città, Terni, offrirono quasi
tutte un affidamento di 20 milioni. Soltanto una propose qualcosa di più la Bnl (Banca Nazionale del Lavoro): affidamento pari a 200 milioni di cui 170 anticipi fatture e 30 scoperto di conto. Nel febbraio 1997 ci fu l’aumento di capitale dell’azienda e l’ingresso di nuovi soci. tra questi la moglie del funzionario della banca che aveva facilitato i rapporti con l’azienda. Tra aprile e maggio 1997 tutti noi soci fummo convocati dal direttore della Bnl e ci comunicò che un fornitore lamentava una forte esposizione dell’azienda. Furono presentati i bilanci e da lì emergeva che c’era una contrazione finanziaria in atto e quindi bisogno immediato di liquidità. Il direttore della Bnl dell’epoca ci consigliò un’operazione di finanziamento. L’operazione a detta del direttore andava avanti invece non ebbe mai seguito. Ad ottobre 1997 ci
vengono congelati tutti i conti correnti dell’azienda da parte della Bn l. Nel 1998 intanto la moglie del funzionario esce dalla società. All’orizzonte iniziano a farsi vedere i primi “sciacalli” che volevano acquistare la mia azienda a quattro soldi. Non mi sono dato per perso ed ho iniziato la mia battaglia contro la Bnl supportato da legali sia di Roma che di Terni. Dopo tanti anni di ingiustizie a dicembre i primi segnali positivi dalla giustizia: è stato avviato un procedimento da parte del Ministero dell’Economia attraverso il comando della Guardia di Finanza di Terni per verificare che i fatti che ho denunciato. Nei fatti sono coinvolti ex soci, imprenditori, bancari e consulenti della provincia. Intanto continua la mia lotta quotidiana per aiutare attraverso l’associazione persone che hanno bisogno del mio aiuto. L’ultimo caso risolto riguarda un professionista orvietano che si è ritenuto danneggiato dalla pubblicità data da una banca alla sua situazione patrimoniale. In nostro obiettivo è crescere per poter tutelare tutti gli associati. Uno dei tanti e sicuramente importante traguardo che vogliamo raggiungere è di creare una cooperativa fidi e un fondo rischi destinato a concedere fidejussioni per finanziamenti ai soggetti che non hanno più credito ordinario, un modo come un altro per evitare che ci sia qualcuno costretto a cadere nelle grinfie degli usurai. Il nostro sogno nel cassetto è la creazione di una banca popolare a carattere nazionale. Raffaele Amici |
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