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La Stampa 19/01/2004
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MOLTI CLIENTI NOVARESI SONO GIA’ STATI RISARCITI DA UNICREDIT, INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA
Tre milioni di risparmi spariti dai fondi
Lo scandalo di Veruno, la banca denuncia e licenzia l’impiegato

VERUNO

E' tempo di truffe e ammanchi sulle colline a ridosso del basso Lago Maggiore. Dopo l'eco del caso Parmalat rimbalzato in loco per il coinvolgimento di Lorenzo Penca, commercialista aronese, braccio detro di Tanzi, ora è la volta di un istituto di credito a vedersi coinvolto in uno scandalo per le truffe operate da un suo impiegato. Teatro dell'ultima vicenda è Veruno, paese di 1500 abitanti tra Arona e Borgomanero, dove da sei-sette anni ha aperto uno sportello della Crt ora «UniCredit Banca-Crt», la scorsa estate i clienti si lamentano per qualche disfunzione, scoppia un caso che viene tenuto riservato sino a qualche giorno fa. Lo sportello dipende dalla Filiale di Borgomanero, vi operava sino allo scorso settembre un solo impiegato, Paolo Bassetti, cinquantadue anni, residente ad Invorio e conosciuto in quanto assessore al Bilancio nella Giunta guidata dal sindaco Silvio Empiri. Dal 1987 al 1990 Bassetti ha ricoperto anche l'incarico di vicepresidente della Provincia di Novara, anche in quell'occasione con delega al Bilancio. I clienti si sono lamentati con la direzione per ammanchi sui loro conti. Il Bassetti da alcuni mesi non lavora più dietro a quello sportello. Che cosa è accaduto? «E' stato licenziato e denunciato dal nostro istituto per «appropriazione indebita di denaro dei clienti» afferma Renato Vichi, capo ufficio stampa di UniCredit Banca Crt, la cui sede nazionale è a Bologna. La voce girava ormai da tempo, ma da qualche giorno le redazioni dei giornali sono state tempestate da proteste dei clienti. «Non abbiamo ricevuto ancora tutto ciò che ci era dovuto - affermano -, chi non ha precise pezze giustificative rischia di perdere quanto in buona fede ha consegnato». Vichi da Bologna replica:«Abbiamo rimborsato tutti coloro che si sono presentati alla nostra filiale con la documentazione in regola. Non è giusto che per colpa di un nostro dipendente ne vada dell'immagine dell' Istituto che rappresento». Anche l'ufficio legale bolognese si è mosso. Il caso che pareva essere tenuto con discrezione e noto solo nei riguardi degli interessati, è scoppiato. «Ho recuperato quasi tutto, ma qualcosa ho perso, non parlatemi più ne del Bassetti ne di UniCredit» dice Paolo Cattoretti che abita anche lui ad Invorio e divide con l'ex impiegato e amico la passione per la pesca. Anche un parente dell'ex responsabile dello sportello di Veruno sarebbe tra i firmatari della denuncia su cui sta indagando la guardia di Finanza di Arona e la Polizia Giudiziaria. L’ammanco complesivo si aggirerebbe fra i quattro e sei milairdi di vecchie lire. Bassetti sentito nella sua abitazione afferma: «Respingo ogni accusa. Si sa i fondi finanziari oggi salgono, domani scendono. I clienti debboo rivolgersi alla banca». Ma c'è chi afferma di molte firme trovate sui documenti dei movimenti di denaro che non sono dei clienti. Chi ce le ha messe? Analogie con la direttrice dell'ufficio postale di Nebbiuno, Laura Bassetti, che solo tredici mesi prima è stata scoperta quale autrice di una truffa di 7 miliardi e 300 milioni di vecchie lire ai danni dei clienti e di Posteitaliane. Paolo e Laura sono lontani cugini, entrambi lavoravano in uno sportello come unici impiegati, entrambi sono di Invorio, andavano a casa dei clienti promettendo investimenti più redditizzi.

 

 

Tratto da La Stampa