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MOLTI
CLIENTI NOVARESI SONO GIA’ STATI RISARCITI DA UNICREDIT, INDAGINE DELLA
GUARDIA DI FINANZA
Tre milioni di risparmi spariti dai fondi
Lo scandalo di Veruno, la banca denuncia e licenzia l’impiegato
VERUNO
E' tempo di truffe e ammanchi sulle colline a ridosso del basso Lago
Maggiore. Dopo l'eco del caso Parmalat rimbalzato in loco per il
coinvolgimento di Lorenzo Penca, commercialista aronese, braccio detro di
Tanzi, ora è la volta di un istituto di credito a vedersi coinvolto in
uno scandalo per le truffe operate da un suo impiegato. Teatro dell'ultima
vicenda è Veruno, paese di 1500 abitanti tra Arona e Borgomanero, dove da
sei-sette anni ha aperto uno sportello della Crt ora «UniCredit Banca-Crt»,
la scorsa estate i clienti si lamentano per qualche disfunzione, scoppia
un caso che viene tenuto riservato sino a qualche giorno fa. Lo sportello
dipende dalla Filiale di Borgomanero, vi operava sino allo scorso
settembre un solo impiegato, Paolo Bassetti, cinquantadue anni, residente
ad Invorio e conosciuto in quanto assessore al Bilancio nella Giunta
guidata dal sindaco Silvio Empiri. Dal 1987 al 1990 Bassetti ha ricoperto
anche l'incarico di vicepresidente della Provincia di Novara, anche in
quell'occasione con delega al Bilancio. I clienti si sono lamentati con la
direzione per ammanchi sui loro conti. Il Bassetti da alcuni mesi non
lavora più dietro a quello sportello. Che cosa è accaduto? «E' stato
licenziato e denunciato dal nostro istituto per «appropriazione indebita
di denaro dei clienti» afferma Renato Vichi, capo ufficio stampa di
UniCredit Banca Crt, la cui sede nazionale è a Bologna. La voce girava
ormai da tempo, ma da qualche giorno le redazioni dei giornali sono state
tempestate da proteste dei clienti. «Non abbiamo ricevuto ancora tutto ciò
che ci era dovuto - affermano -, chi non ha precise pezze giustificative
rischia di perdere quanto in buona fede ha consegnato». Vichi da Bologna
replica:«Abbiamo rimborsato tutti coloro che si sono presentati alla
nostra filiale con la documentazione in regola. Non è giusto che per
colpa di un nostro dipendente ne vada dell'immagine dell' Istituto che
rappresento». Anche l'ufficio legale bolognese si è mosso. Il caso che
pareva essere tenuto con discrezione e noto solo nei riguardi degli
interessati, è scoppiato. «Ho recuperato quasi tutto, ma qualcosa ho
perso, non parlatemi più ne del Bassetti ne di UniCredit» dice Paolo
Cattoretti che abita anche lui ad Invorio e divide con l'ex impiegato e
amico la passione per la pesca. Anche un parente dell'ex responsabile
dello sportello di Veruno sarebbe tra i firmatari della denuncia su cui
sta indagando la guardia di Finanza di Arona e la Polizia Giudiziaria.
L’ammanco complesivo si aggirerebbe fra i quattro e sei milairdi di
vecchie lire. Bassetti sentito nella sua abitazione afferma: «Respingo
ogni accusa. Si sa i fondi finanziari oggi salgono, domani scendono. I
clienti debboo rivolgersi alla banca». Ma c'è chi afferma di molte firme
trovate sui documenti dei movimenti di denaro che non sono dei clienti.
Chi ce le ha messe? Analogie con la direttrice dell'ufficio postale di
Nebbiuno, Laura Bassetti, che solo tredici mesi prima è stata scoperta
quale autrice di una truffa di 7 miliardi e 300 milioni di vecchie lire ai
danni dei clienti e di Posteitaliane. Paolo e Laura sono lontani cugini,
entrambi lavoravano in uno sportello come unici impiegati, entrambi sono
di Invorio, andavano a casa dei clienti promettendo investimenti più
redditizzi.
Tratto da La
Stampa
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