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Il Messaggero 01/11/2003
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Chiusa a Brescia l’indagine sulla banca ex regina della new economy. Trenta i reati ipotizzati

 

Indagato il sindaco di Fabrica

Inchiesta Bipop, nel mirino anche un promotore di Nepi

 

Inchiesta Bipop-Carire, la banca regina della new economy all’italiana: trenta reati contestati, 45 le persone indagate. E tra questi compaiono anche i nomi di due viterbesi: Arcangelo Vincenzi e Mario Scarnati. Entrambi massimi responsabili della rete dei promotori finananziari della banca e, Scarnati, attuale sindaco di Fabrica di Roma. A due anni di distanza dall’avvio dell’inchiesta i magistrati di Brescia hanno concluso il loro lavoro e si apprestano a presentare al tribunale la richiesta di rinvio a giudizio nella quale si ipotizzano decine di reati tra cui l’associazione per delinquere. Secondo i sostituti procuratori ci si trova di fronte ad un vero e proprio saccheggio delle risorse della Bipop. Un comitato d’affari - di cui facevano parte anche i due finanzieri viterbesi - che prendeva tutte le decisioni importanti e poi le passava al consiglio di amministrazione che si limitava a ratificare senza effettuare controlli di alcun genere. Secondo i magistrati l’associazione a delinquere era finalizzata a compiere una serie di reati tra cui le false comunicazioni sociali, l’infedeltà patrimoniale, l’ostacolo alle funzioni delle autorità di vigilanza (Bankitalia e Consob), la realizzazione di operazioni simulate per alterare il prezzo delle azioni Bipop e la comunicazione di dati e notizie non vere al fine di ottenere crediti. Una storia di malaffare bancario che ha provocato perdite di milioni di euro per migliaia di piccoli azionisti. Nel mirino dei magistrati amministratori, alti dirigenti e grandi soci. E di quest’ultimo gruppo fanno parte Mario Scarnati, alla guida di una giunta di centrosinistra a Fabrica, e Arcangelo Vincenzi, di Nepi, massimi responsabili della rete di promotori finanziari che hanno ricoperto anche alti incarichi all’estero.
La richiesta di rinvio a giudizio è ormai questione di giorni, il tempo necessario affinchè gli indagati possano presentare le proprie osservazioni.
G.T.