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Il Messaggero 03/11/2003
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CASSINO/DOPO IL FALLIMENTO DEL PROGETTO ”SAN BENEDETTO”

 «Apriremo presto un’altra banca»

 

di DOMENICO TORTOLANO

«Apriremo una banca in un'altra città e con nuovi imprenditori». Lo annuncia un gruppo di ex soci della Banca "Terra di San Benedetto " di Cassino messa in liquidazione venerdi scorso sia per una inchiesta penale a carico dei precedenti gestori di una società finanziaria, e sia per la sospensione all'esercizio del credito consigliata dalla Banca d'Italia. Lo stesso gruppo di soci,però, lancia strali contro operatori economici della zona che avrebbero tramato per far fallire questa iniziativa bancaria. «Che si sia trattato di una trama - si sostiene- è evidente perché qualche settimana prima che arrivasse l'autorizzazione della Banca d'Italia ad aprire lo sportello bancario un socio ha presentato un esposto alla polizia a Frosinone affermando che nel 1997 la finanziaria Leader Leasing gli aveva applicato un tasso usurario su un prestito. Questo socio è stato sicuramente pilotato da qualcuno». Infatti da questa denuncia è partita l'inchiesta di polizia e guardia di finanza nei riguardi della finanziaria che per ora ha portato a diversi indagati tra cui il funzionario che aveva sottoscritto il prestito. La procura della repubblica nel frattempo ha fatto sequestrare la relativa documentazione. L'avvio delle indagini,però, aveva già provocato scompiglio tra i 600 soci che avevano acquistato azioni complessive per 16 milioni di euro (il capitale sociale della futura banca, appunto) tanto che molti avevano minacciato di uscire. E poi tra i maggiori azionisti si erano formati anche gruppi in contrasto fra di loro nel tentativo di assumere il controllo della banca attraverso il consiglio d'amministrazione. Tra i motivi del dissenso anche la scelta del direttore generale.

La Banca d'Italia già l'anno scorso aveva bocciato l'iter del nuovo istituto di credito per la presenza di alcuni soci non graditi ma poi questi erano stati epurati. Il loro sostanzioso capitale era confluito comunque sul conto di altri, ma la Banca d'Italia ad agosto aveva finalmente dato il via libera. Per l'avvio dell'inchiesta i dirigenti di via Nazionale avevano cominciato a spulciare sulla proprietà della nuova banca e di alcuni grossi soci per scoprire eventuali passaggi sospetti di denaro. E tutto questo ha consigliato lo scioglimento. E così Cassino non avrà il decimo istituto di credito. Almeno per ora.