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CASSINO/DOPO
IL FALLIMENTO DEL PROGETTO ”SAN BENEDETTO”
«Apriremo
presto un’altra banca»
di
DOMENICO TORTOLANO
«Apriremo una banca in
un'altra città e con nuovi imprenditori». Lo annuncia un gruppo di ex
soci della Banca "Terra
di San Benedetto " di Cassino messa in liquidazione venerdi
scorso sia per una inchiesta penale a carico dei precedenti gestori di una
società finanziaria, e sia per la sospensione all'esercizio del credito
consigliata dalla Banca
d'Italia. Lo stesso gruppo di soci,però, lancia strali contro operatori
economici della zona che avrebbero tramato per far fallire questa
iniziativa bancaria. «Che
si sia trattato di una trama - si sostiene- è evidente perché qualche
settimana prima che arrivasse l'autorizzazione della Banca
d'Italia ad aprire lo sportello bancario
un socio ha presentato un esposto alla polizia a Frosinone affermando che
nel 1997 la finanziaria Leader Leasing gli aveva applicato un tasso
usurario su un prestito. Questo socio è stato sicuramente pilotato da
qualcuno». Infatti da questa denuncia è partita l'inchiesta di polizia e
guardia di finanza nei riguardi della finanziaria che per ora ha portato a
diversi indagati tra cui il funzionario che aveva sottoscritto il
prestito. La procura della repubblica nel frattempo ha fatto sequestrare
la relativa documentazione. L'avvio delle indagini,però, aveva già
provocato scompiglio tra i 600 soci che avevano acquistato azioni
complessive per 16 milioni di euro (il capitale sociale della futura banca,
appunto) tanto che molti avevano minacciato di uscire. E poi tra i
maggiori azionisti si erano formati anche gruppi in contrasto fra di loro
nel tentativo di assumere il controllo della banca
attraverso il consiglio d'amministrazione. Tra i motivi del dissenso anche
la scelta del direttore generale.
La
Banca d'Italia già l'anno
scorso aveva bocciato l'iter del nuovo istituto di credito per la presenza
di alcuni soci non graditi ma poi questi erano stati epurati. Il loro
sostanzioso capitale era confluito comunque sul conto di altri, ma la Banca
d'Italia ad agosto aveva finalmente dato il via libera. Per l'avvio
dell'inchiesta i dirigenti di via Nazionale avevano cominciato a spulciare
sulla proprietà della nuova banca
e di alcuni grossi soci per scoprire eventuali passaggi sospetti di
denaro. E tutto questo ha consigliato lo scioglimento. E così Cassino non
avrà il decimo istituto di credito. Almeno per ora.
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