|
di Claudio Marincola
ROMA (15 dicembre) - Vuole il mutuo? Niente da fare, ripassi tra 3 anni. Quando il signor Nicola si è sentito rispondere così dalla sua banca ha pensato ad uno sbaglio di persona. «Io sulla lista dei cattivi pagatori? Stiamo scherzando?» Un’omonimia, un banalissimo errore, sarebbe bastato un accertamento per chiarire l’equivoco, cui sarebbero seguite le relative scuse. «Ci mancherebbe, verificare la credibilità dei clienti è il vostro lavoro», lui avrebbe risposto. E tutto sarebbe finito lì.
Invece no. A sua insaputa il signor Nicola G., da Bari, è finito sulla lista nera. Non risulta tra i protestati. Non è affetto da shopping compulsivo. Non ha difetti della personalità tali da perdere il controllo delle proprie finanze.
Il mutuo per l’acquisto della prima casa non gli è stato concesso. Ed ecco che ha deciso di raccontare la sua storia a Dillo al Messaggero.
Garantisce papà. Tutto è cominciato quando suo figlio per approfondire «le conoscenze in ambito bancario» decise di iscriversi a un corso di specializzazione che la Captha di Milano teneva a Roma. All’epoca il figlio lavorava saltuariamente. Senza una busta paga chiese al padre di farsi «da garante per un prestito presso una finanziaria che la stessa scuola ci aveva indicato, la Agos Spa».
Qualche mese dopo il corso terminò e il figlio del signor Nicola conseguì il suo master. Tutto bene? No, perché nel frattempo il figlio aveva perso quel lavoro fittizio che aveva. «Tengo a precisare che mio figlio non vive con me - prosegue Nicola - ma lui riuscì comunque, senza dirmi mai niente, a pagare alcune rate del finanziamento». Le altre restarono scoperte.
La telefonata. Passarono altri mesi. E di quel prestito non si parlò più. Finché un giorno «per puro caso presi una telefonata di una non meglio identificata agenzia di recupero crediti. Cercavano mio figlio».
Dopo non poche insistenze il signor Nicola riuscì a sapere dall’interlocutrice, tenuta alla privacy, che da tempo suo figlio aveva smesso di pagare le rate. Cadde dalle nuvole. «Mi feci spiegare tutto quello che andava fatto per risolvere la questione, non solo avevo intenzione di saldare le rate insolute ma anche l'intero importo che rimaneva a nome di mio figlio». È quello che fece: un bonifico alla Agos per il saldo e lo stralcio di ogni pendenza.
Papà insolvente. Negli Usa il prestito per motivi di studio è abbastanza diffuso. Ci sono ex studenti, ormai professionisti affermati, che ancora pagano la loro rata da universitari. In Italia paga papà. E a volte non basta neanche questo. Il signor Nicola è finito tra gli insolventi, «pur non essendo il contraente principale e non informato minimamente di quello che stava succedendo». A nulla è valso «saldare senza battere ciglio». Da qui la domanda: «Il compito di un garante qual è? Non è forse assolvere alle manchevolezze di chi si è garantito? Io l'ho fatto, anzi ho fatto di più, ho saldato tutto».
7 milioni di prestiti. Il prestito personale è un prodotto che prevede il finanziamento di una somma prefissata ad un tasso in genere fisso, e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti. In Italia il credito a consumo è meno diffuso che in altri Paesi europei. Lo scorso anno sono state registrate 7 milioni di operazioni. L’Agos Spa è un colosso del prestito. Fa parte del gruppo Sofinco, partecipata dal Crédit Agricole. I suoi call center sono dedicati a chi vuol chiedere un prestito o già lo ha ottenuto. Ma le e-mail riservate alla Press tornano indietro, tipo boomerang. Ragion per cui ci siamo rivolti all’Assofin, l’Associazione che e rappresenta i principali operatori finanziari tra cui Agos.
Risponde Assofin. «Chi ha avuto un rapporto scorretto è suo figlio e non la finanziaria - sostiene Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin - Ma la normativa prevede l’obbligo di preavvertire prima di iscrivere qualcuno nella cosiddetta lista dei cattivi». Nel caso del signor Nicola non è successo? Perché? Com’è possibile che si finisca sulla “lista nera” senza saperlo?
La Caienna. Nulla da eccepire invece sul resto. Obbligato principale e coobbliglato, (beneficiario del prestito e garante), sono entrambi tenuti a saldare le rate. L’allarme dipende dall’entità delle cifre ma può scattare in teoria già dopo due rate “saltate”. «Ma finire in quella lista - aggiunge Piano Mortari - non vuol dire però finire alla Caienna. Dopo un periodo che varia da caso a caso si viene cancellati». Ogni cittadino ha il suo scoring, il suo profilo di rischio certificato da un censimento in base al reddito e alle verifiche sociodemografiche. Compreso Nicola che non lo sapeva. |