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www.tgfin.it 05/12/2003
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Caso Cirio, indagato Cesare Geronzi

Iniziativa della procura di Roma

Cesare GeronziIn relazione alle indagini sul caso Cirio, è stato iscritto sul registro degli indagati Cesare Geronzi, presidente del gruppo creditizio Capitalia. L’iniziativa è stata decisa dalla procura di Roma. I reati ipotizzati sono quelli di concorso in bancarotta fraudolenta aggravata e truffa aggravata dall'abuso del rapporto di fiducia con i clienti.

I giudici romani hanno optato per l’iscrizione sul registro degli indagati di Geronzi anche per poter disporre perquisizioni presso il domicilio del banchiere, perquisizioni che sono già state portate a termine, questa mattina, dagli uomini del nucleo regionale della polizia tributaria della Guardia di Finanza.

Le indagini su tutto l’affare Cirio, aperte dalle procure di Roma e Monza, sono partite dopo che diversi possessori di titoli obbligazionari del collassato gruppo del pomodoro pelato hanno deciso di rivolgersi proprio ai magistrati per denunciare presunte irregolarità nella vendita di questi bond da parte degli istituti bancari. E le indagini sono dunque rivolte sia a far luce sui motivi del crac della Cirio sia appunto sulle relazioni tra banche e clienti possessori di obbligazioni.

Il gruppo Capitalia presieduto da Cesare Geronzi è coinvolto nella vicenda in quanto è stato grande creditore dell’imprenditore Sergio Cragnotti. E in quanto rappresenta uno degli istituti bancari che ha venduto le obbligazioni Cirio ai piccoli risparmiatori Italiani. E va ricordato che proprio la questione dei bond ha già scatenato una forte polemica tra il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio.

La notizia dell’iscrizione sul registro degli indagati di Geronzi ha subito pesato sull’andamento del titolo Capitalia in Borsa: le azioni hanno subito franato sul listino.

Capitalia cede sul listino di Borsa

Dopo la notizia di Geronzi indagato

Brusca inversione di tendenza per il titolo Capitalia sul listino di Piazza Affari. Dopo una corsa ininterrotta che l'ha portato nella scorsa seduta a toccare i massimi dell'anno, ora il titolo dell'istituto capitolino cede circa il 2%, conquistando la maglia nera tra le blue chip. A pesare sull'andamento delle quotazioni è stata la notizia del presidente dell'istituto indagato per il caso Cirio. Il titolo dell'istituto di credito capitolino è finito nell'occhio del ciclone non appena le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia che Cesare Geronzi è indagato nell'ambito della inchiesta sul caso Cirio. Secondo fonti giudiziarie il presidente sarebbe indagato per due ipotesi di reato, la prima è truffa aggravata in concorso, l'altra di bancarotta in concorso.
Dopo una prima reazione piu' impulsiva, che hanno portato il titolo a cedere quasi il 4%, ora i si stanno ridimensionando. Nel ciclone anche Medio credito centrale.
Le perquisizioni della Guardia di Finanza anche nelle sedi della Banca Popolare di Lodi e del San Paolo Imi hanno portato anche questi due titoli a virare in rosso. La Bipielle, che per oggi ha in agenda anche l'assemblea degli azionisti cede lo 0,84%. Il San Paolo Imi l'1,29%.

 

Cirio, altre banche nel mirino

Guardia Finanza in Bipielle e San Paolo

Crac Cirio, si allarga il cerchio dei soggetti coinvolti. Dopo Capitalia, la Guardia di Finanza passa al setaccio anche le sedi della Banca Popolare di Lodi (sia a Roma che a Milano) e gli uffici del Sal Paolo-Imi.

Le Fiamme Gialle stanno effettuando decine di perquisizioni, sequestrando documentazione presso le sedi di tutta Italia. In questi altri istituti di credito, comunque, non ci sono indagati, ma esclusivamente acquisizioni di materiale nell'ambito degli ordinari rapporti bancari intrattenuti dalla Cirio con i due gruppi. A precisarlo sono sia i magistrati che i portavoce degli istituti di credito di Torino e Lodi.
Sono invece di Capitalia e Mcc gli altri tre soggetti indagati insieme a Cesare Geronzi nell'ambito dell'inchiesta sul dissesto finanziario del gruppo agroalimentare.

Nei loro confronti i magistrati Achille Toro, Tiziana Cugini, Augusto De Marinis e Rodolfo Sabelli hanno disposto perquisizioni presso le abitazioni e negli uffici.

Le indagini sono rivolte sia a far luce sui motivi del crac della Cirio sia appunto sulle relazioni tra banche e clienti possessori di obbligazioni.