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| www.tgfin.it | 11/12/2003 | |||||||||||
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Commentate la notizia (Bond Argentini + Cirio + Parmalat!!!!! e domani?)
A dispetto delle indiscrezioni che parlavano di un passo indietro del patron Calisto Tanzi, la famiglia ribadisce invece il suo impegno nel gruppo, mentre resta in alto mare il recupero dei 496 milioni dal fondo delle Cayman Epicurum. Nell'ultima seduta borsistica, in mancanza delle rassicurazioni da Collecchio, chieste alla vigilia dalla Consob, il mercato, sul quale aleggiava lo spettro di Cirio, ha preso di mira gli istituti di credito piu' esposti verso Parmalat. A guidare i ribassi e' stata Capitalia con un tonfo del 7,1% e il 6,6% del capitale passato di mano. Non sono valsi a migliorare l'umore degli investitori i segnali arrivati dalle agenzie di rating come Standard&Poor's che ha declassato a "spazzatura" il rating di Parmalat ma ha rilevato che l'esposizione del sistema bancario verso l'azienda "non è tale da porre sotto pressione il rating delle singole banche italiane". Stesso discorso per Fitch, che "non crede che i rating di qualunque delle banche coinvolte siano a rischio in questo momento". Le banche "se anche in questo caso si parlerà di progetti seri e convincenti non si tireranno indietro", ha affermato da parte sua l'ad di Intesa, Corrado Passera. "E' un'azienda importante: dobbiamo essere fiduciosi nel fatto che il sistema bancario è solido e ogni problemi troverà risposta nei tempi e nelle sedi adeguate", è stato il commento di Luigi Abete, presidente di Bnl
Parmalat, Consob chiede garanzie Oggi
il Cda, titolo sospeso in Borsa "Gli
investitori hanno dovuto prendere commiato dalla Cirio, il gruppo
agroalimentare italiano, che è fallito l'estate scorsa. Potrebbe essere
la Parmalat il prossimo gruppo a lasciare il settore?". E' con questa
domanda che si apre la 'lex column' del Financial Times. Ed è questo
anche il quesito che si stanno ponendo tutti i piccoli risparmiatori che
hanno comprato i bond della Parmalat.
A
far tornare la Parmalat nei guai è stato il mancato pagamento da parte
del fondo Epicurum, di circa 590 milioni di dollari alla scadenza,
prevista per lo scorso 4 dicembre. Il rimpatrio dei soldi investiti nel
paradiso fiscale delle isole Cayman era stato considerato dal mercato un
segnale rassicurante sulla capacità del gruppo di rimborsare i debiti. Ma
ora il forfait dato da Epicurum, di fatto, risolleva i dubbi sulla
situazione finanziaria. Per
i fondi di breve termine, comunque non ci dovrebbero essere problemi. Il
bilancio della Parmalat mostra 6 miliardi di euro di indebitamento
complessivo e 4,2 miliardi di euro negli asset liquidi. Ma le due deadline
per il rimborso dell'investimento in Epicurum sono state mancate. Agli
analisti sembra che gli asset di Parmalat non siano così liquidi come il
il management sostiene. Il gruppo deve effettuare il buy back di una
partecipazione di 400 milioni di dollari in Brasile alla fine del mese.
Con l'incertezza legata ad Epicurum, il suo rating sul credito potrebbe
presto trovarsi nella categoria 'junk". In
questo scenario il gruppo di Calisto Tanzi ha fissato un consiglio di
amministrazione straordinario per il pomeriggio. Intanto il titolo rimane sospeso dalle contrattazioni per il secondo giorno consecutivo. Parmalat di nuovo nei guai Il
fondo Epicurum non ha liquidato Parmalat
ha comunicato che il fondo Epicurum non ha proceduto alla liquidazione
della quota alla scadenza del 4-12 e ha chiesto al gruppo di accettare una
dilazione del termine di pagamento. Il fondo caraibico, in cui la società
di Tanzi ha investito 600 mln di dollari, ha motivato il mancato
adempimento con difficoltà insorte nel procedimento di liquidazione a
causa delle troppe richieste di uscita. Il titolo resta sopseso dalle
contrattatazione in attesa del cda straordinario convocato
per domani.
La
quota detenuta dal gruppo di Collecchio, nel fondo delle isole Cayman,
avrebbe dovuto essere liquidata in un primo momento entro il 28 novembre.
Successivamente l'assemblea del fondo, che si è riunita a Los Angeles lo
scorso 27 novembre, aveva indicato nel 4 dicembre la data per il bonifico
della liquidazione della partecipazione del gruppo emiliano. L'operazione
avrebbe riportato nelle casse della società agroalimentare italiana circa
600 milioni di dollari. Il
titolo resta sospeso dalle contrattazioni di Borsa sia oggi che domani, in
attesa del cda straordinario previsto per le 18 del 9 dicembre. Innato
oggi scade il bond Parmalat corporate finance con tasso annuale del 6% per
un importo di 150 milioni. Complessivamente da qui al 2004, come
evidenziato dalla stessa Parmalat in un anota emessa lo scorso 14
novembre, sono in scadenza obbligazionbi per un importo complessivo di 550
milioni (390 dei quali in possesso di imprese incluse nell'area di
consolidamento del gruppo). |
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