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La Cartolarizzazione

Operazione di cartolarizzazione

I Soggetti

L'operazione di cartolarizzazione pone in primo piano il soggetto cedente e la società cessionaria (o la società emittente i titoli se diversa dalla cessionaria).
Quanto al soggetto cedente non sono previsti requisiti di genere soggettivo e perciò originator può essere qualsiasi soggetto che sia titolare di un portafoglio crediti di genere pecuniario per avendo riguardo ai requisiti del primo comma dell'art. 1 della legge. Requisiti dei crediti quindi, e non del soggetto creditore che in linea teorica può essere chiunque. A selezionare i possibili originators non sono perciò norme di legge ma valutazioni di ordine finanziario. Per i soggetti potenzialmente interessati alla possibile cessione di posizioni creditorie da cartolarizzare sarà comunque immancabile e di decisivo rilievo il servizio prestato da un advisor, intesa come tale l'impresa (e sarà di regola una merchant bank) chiamata a valutare i diversi profili di fattibilità della operazione (e la sua tempistica).
La società cessionaria e la società che emette i titoli, se diversa dalla prima, devono avere per oggetto esclusivo la suddetta cartolarizzazione (art. 3.1). E', quindi, da escludere la possibilità di esercizio di una attività finanziaria diversa ed ulteriore (ad esempio, gestione di crediti di impresa ai sensi della L. 52/91) oltre a quella disciplinata dalla presente legge.
A queste società si applicano evidentemente le norme del Testo Unico Bancario (d'ora in avanti T.U.B.) relative agli intermediari finanziari (titolo V), pertanto:
le stesse devono essere iscritte nell'albo speciale presso il Ministero del Tesoro e l'U.I.C.;
devono ricorrere i requisiti di onorabilità e professionalità dei soci e degli esponenti aziendali.
Ma considerato che l'attività svolta dalle società per la cartolarizzazione presenta connotati peculiari tali da renderla difficilmente assimilabile alle altre attività esercitate dalla generalità degli intermediari finanziari, il legislatore ha ritenuto necessario apportare alcune deroghe. Così all'art. 3.3 è prevista la non applicabilità alle società concessionaria dell'art. 106, commi 2 e 3, lett. b) e c) del T.U.B. relativa al capitale minimo, per cui non è necessario che il capitale minimo sia di 1 miliardo di lire; ancora, all'art. 5.2 si prevede che l'emissione dei titoli nell'ambito di un'operazione di securitization non soggiace ai limiti posti dall'art. 2410 c.c (secondo il quale non possono essere emesse obbligazioni per somme eccedenti il capitale versato ed esistente secondo l'ultimo bilancio approvato).
Acquistato il credito da parte del cessionario, si tratta di determinare il soggetto legittimato a curarne l'incasso.
Secondo l'art. 2.6 della legge 130/99 il soggetto incaricato "della riscossione dei crediti ceduti e dei servizi di cassa e di pagamento" deve essere una banca o un intermediario finanziario sottoposto ai controlli della Banca d'Italia previsti dal T.U.B. Pertanto, in base a tale norma, salvo il caso in cui lo stesso cedente sia, per l'appunto, una banca o un intermediario finanziario soggetto alla vigilanza dell'istituto d'emissione, l'incasso del credito vantato nei confronti del debitore ceduto dovrà per legge essere curato da soggetto diverso dal cedente: banca o intermediario assimilato.
Il cessionario non potrà quindi di regola incaricare il cedente della riscossione del credito, né i debitori potranno pagare al cedente con effetto liberatorio nei confronti del cessionario, se non nel caso particolare sopra ricordato.