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La Cartolarizzazione

I crediti ceduti

Legge 130/99

La legge 130/99 dispone all'art. 1 che i crediti soggetti all'operazione di cartolarizzazione sono pecuniari (siano essi uno o più d'uno, crediti esistenti o futuri) e individuati "in blocco".
Stante la diversità tra i concetti "crediti in blocco" e "crediti in massa" (L. 52/1991) non si applicano la norme di cui all'art. 3, commi 3 e 4 L. 52/91, secondo cui:
- la cessione può avere come oggetto crediti (futuri) che sorgeranno da contratti da stipulare in un periodo non superiore a 24 mesi;
- è necessario indicare, affinché la cessione abbia oggetto determinato, il nome del debitore ceduto.
La legge stabilisce che "i crediti relativi a ciascuna operazione costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da quello della società [cessionaria] e da quello relativo alle altre operazioni" (art. 3.2). Inoltre nel caso in cui la stessa società realizzi più operazioni di securitization, i proventi di ciascun blocco di crediti sarà indipendente rispetto all'altro e su questi patrimoni sono ammesse azioni da parte dei soli creditori portatori dei titoli emessi. Pertanto, in buona sostanza e sulla falsariga dei fondi comuni di investimento, ciascun comparto costituisce patrimonio autonomo.
La cessione può essere sia pro solvendo che pro soluto. Nella prima ipotesi la liberazione del cedente si verifica solo quando il cessionario abbia ottenuto il pagamento dal debitore ceduto. Qualora, invece, risulta una diversa volontà delle parti, nel senso che il cessionario liberi senz'altro il cedente dall'obbligo che quest'ultimo aveva nei suoi confronti, accollandosi l'intero rischio della solvenza del debitore ceduto, si parla di cessione pro soluto.